18 Apr 2026, Sab

 Lo Slow  Park di Foggia è stata una bellissima scoperta. Qualche giorno fa siamo andati a intervistare la scrittrice Sacchitella, autrice di un bellissimo libro intitolato “I giorni che vorrei”, e ci siamo ritrovati in una realtà molto interessante. Il parco è ampio e colorato, con spazi per giocare e panchine per riposarsi, inoltre ci sono dei locali dove fermarsi per gustare dei buoni piatti. Abbiamo incontrato la presidentessa del consorzio “Oltre”, la signora Annarita Zichella e le abbiamo chiesto quando e perché è nato questo parco e soprattutto perché si chiama così .Ci ha spiegato che è nato da un progetto di riqualificazione urbana del Comune di Foggia e che si chiama così perché si voleva sottolineare che è nato liberando  uno spazio inutilizzato e trasformandolo in un luogo dove la lentezza si traduce in un momento sia di relax che di arricchimento umano.  Questo spazio è pensato non come spazio commerciale, ma come luogo di inclusione sociale  realizzato attraverso eventi sociali e culturali come la presentazione del libro a cui abbiamo partecipato.

Inoltre le box commerciali presenti  nel parco permettono  a molti ragazzi “speciali” di iniziare il loro percorso lavorativo grazie a progetti delle molte associazioni del territorio che partecipano all’iniziativa. Le associazioni presenti insieme al Comune e ai commercianti condividono iniziative e organizzano il calendario degli eventi. Questo spazio è di tutta la città, tutti possono goderne e soprattutto tutti possono proporre delle iniziative. Tra le botteghe del parco quella che che più ci ha interessato è la bottega CENTONOVE/NOVANTASEI il cui nome rimanda alla legge sui beni confiscati alle mafie. Qui abbiamo intervistato Emiliano Moccia e la signora Patrizia Cocco.

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La bottega nata tre anni fa con lo scopo di portare l’attenzione proprio sui temi dell’antimafia, anche attraverso il cibo, si occupa di vendere i prodotti realizzati delle aziende nate sui territori confiscati alla mafia, dove lavorano persone che hanno avuto una seconda possibilità dopo percorsi di vita piuttosto difficili. Qui arrivano prodotti di associazioni come ”Terra AUT” o” Pietra di scarto” che sono aziende che si trovano sul territorio di Cerignola , ma anche prodotti provenienti da associazioni come ”Orto volante” dove lavorano persone che sono inserite in percorsi di salute mentale o “Le Lazzarelle” e ”A mano libera” che sono invece prodotti che provengono da percorsi di reinserimento nelle carceri di Pozzuoli e di Palermo.

Patrizia ci ha detto che i prodotti più venduti nella bottega sono sicuramente le olive e i pesti: che con questi fanno   buonissimi piatti. Quindi per assaggiarli non vi resta altro che fare un salto molto lento allo Slow Park e  non dimenticate di assaggiare le ottime crostate con le marmellate di agrumi.  

Interviste di Giorgia e Francesca, 3F, Nicole e Anna, 3F

Video a cura di Emmanuel, 3L