In occasione della giornata dedicata alle vittime di mafia, Giuliano Sereno è venuto qui alla Dante Alighieri per parlarci della sua esperienza con Libera, le attività che svolgono di solito, e approfondire fornendoci più informazioni sulla mafia, compresa quella foggiana, e su come combatterla. Giuliano Sereno è un volontario del presidio di Libera “Francesco Marcone e Nicola Ciuffreda”.
Come vi rapportate con le famiglie delle vittime di mafia?
<<A volte le famiglie non vogliono raccontare la storia dei propri parenti, mentre altre si avvicinano volontariamente a Libera per parlare dei loro parenti. Noi di Libera proponiamo di fare varie attività tipo: fare testimonianze nelle scuole, oppure fare delle manifestazioni>>.
Da piccolo eri interessato alla questione della legalità?
<<No, non era nei miei piani, però alle superiori mi è iniziato a interessare l’argomento della legalità e della giustizia, e perciò ho iniziato a fare giurisprudenza>>.
Cosa ti ha spinto a diventare volontario di libera?
<<Mentre facevo giurisprudenza avevo molto tempo libero e avevo la passione di fare qualcosa di utile per la città, quindi collegando le idee ho scoperto che qui a Foggia c’è un presidio di Libera, così mi sono avvicinato ed ho conosciuto Daniela Marcone (figlia della vittima di mafia, Franco Marcone)>>
Hai iniziato con qualche tuo amico questo cammino con Libera?
<<Non ho iniziato, ma nel mio cammino ho legato con Salvatore Spinelli, il fratello di una mia amica che faceva giurisprudenza con me, è stato importante condividere questo percorso con un mio coetaneo>>.
Qualcuno ha mai cercato di farti cambiare idea o pensi che fare volontariato per Libera portava a dei rischi?
<< No, perché non siamo né dei poliziotti e né dei carabinieri, però a Daniela Marcone sono arrivate delle lettere anonime in cui la minacciavano. Da questo punto di vista Foggia è cambiata perché 30 anni fa se ti opponevi o agivi contro la mafia venivi minacciato più facilmente. >>
Cosa diresti ai ragazzi che si atteggiano da mafiosi?
<<I mafiosi mostrano solo la bella vita, e perciò i ragazzi cadono nel tranello, perché pensano che atteggiandosi da mafioso si guadagna facile, però quel modo di vivere ti costringe a stare sempre nascosto. Quindi prima di prendere questa scelta ci si devono porre delle domande. Per esempio, cosa si cela dietro a questa “bella vita”.>>
Cosa ne pensa dei pentiti?
<<I pentiti possono essere un’ottima arma per gli inquirenti. Una cosa molto positiva riguardo il nostro territorio è che i pentiti stanno pian piano aumentando.>>
Cosa fa Libera?
<<Libera organizza molti eventi per fare memoria e manifestazioni, dove mantiene il ricordo delle vittime innocenti di mafia, in modo tale che non vengano mai dimenticate. Anche cerchiamo di sensibilizzare la cittadinanza, soprattutto entrando nelle scuole, sensibilizzare tutti gli studenti che hanno un futuro davanti.>>
Perché è stato scelto il 21 marzo?
<<È stato scelto il 21 marzo, perché è il primo giorno della primavera, è stato scelto il primo giorno di primavera perché simboleggia la rinascita, e invita noi di ricordare le tutte le vittime come vive, che non moriranno mai, e rimarranno per sempre nei nostri pensieri.>>
Nicolò eDaniela, 3°F