Sabato 29 marzo abbiamo incontrato Vincenzo Pugliese e Dora Giannatempo della cooperativa ALTERECO di Cerignola, dove gestiscono due beni confiscati, quello di Michele Cianci e TERRA AUT. Sono venuti da Cerignola per farci riflettere sull’ importanza dei beni confiscati come bene, mostrandoci anche un video sulla trasformazione di terra aut, prima e dopo l’assegnazione alla loro cooperativa?
Come si arriva a poter gestire un bene confiscato alla mafia?
<<Dobbiamo ringraziare la legge Rognoni-La Torre del 1982 che sanciva l’esistenza della mafia e prevedeva la confisca delle proprietà ottenute in modo illecito, che tornano allo Stato. Poi, tramite i Comuni è possibile dare in gestione questi beni ad associazioni o cooperative che hanno progetti sociali>>.
I mafiosi che possedevano questi terreni vi hanno mai fatto dei dispetti sotto forma di vendetta?
<<Un giorno abbiamo trovato circa 2 ettari ricoperti di rifiuti di ogni tipo e avevano distrutto il nostro casolare. Con tanta dedizione ed impegno abbiamo ripulito e ricostruito tutto, ora il terreno è pulito e il casolare dà lavoro ad alcune persone in stato di fragilità che si presentano alla cooperativa.>>
Quali sono i vostri obiettivi principali?
<<I nostri obiettivi principali sono: fare inclusione sociale e aiutare chiunque voglia cambiare la sua vita, per esempio gli ex carcerati che vogliono riallacciare il loro rapporto con la società oppure i migranti in fuga da zone a rischio. I nostri prodotti (olio, vino, passata di pomodoro e altri) sono un mezzo per una rinascita anche personale>>.
I cerignolani vi supportano?
<<All’inizio non ci conoscevano, alcuni ci minacciavano e ci rubavano le cose, invece altri ci incoraggiavano di continuare ma senza fare qualcosa di materiale perché avevano paura. Noi vogliamo che questa paura sparisca perché se siamo in tanti, non ci possono fare niente, la mafia è forte contro chi rimane solo>>.
Quali competenze servono per gestire un bene confiscato?
<<All’inizio non sapevo niente, a malapena sapevo cosa significasse “bene confiscato” perché sono laureata in psicologia, ma ho iniziato a informarmi. Strada facendo ho imparato cosa fare e vi consiglio di studiare sempre perché vi sarà utile in futuro. Studiate per fare un lavoro che vi renda autonomi e non dipendenti.>>
Perche’ si chiama Terra aut il bene confiscato?
<<Terra aut significa terra alternativa e abbiamo preso il nome da Peppino Impastato che aveva chiamato la sua radio “radio aut”, parlava male della mafia provando a svegliare le coscienze. Vi consiglio il film Cento Passi per conoscere la sua storia>>.
Anche a Foggia potrebbero esserci beni confiscati?
<<In ogni città dove esistono mafiosi, ci saranno sicuramente dei beni confiscati, da dare in gestione. Ma non sempre i Comuni sono rapidi: informatevi sulla situazione nella vostra città perché sono casa vostra. Tra qualche anno potreste presentare un progetto per gestirli!>>
Cosa possiamo fare per contrastare la mafia?
<<Potete venire a Terra aut ad aiutarci, oppure potete comprare prodotti etici, cioè sostenibili e che non causano danni ambientali e informatevi sulle filiere e le aziende che producono i prodotti che mangiamo. Le scelte come consumatori le possiamo fare ogni giorno>>
Blendi e Vincenzo, 3F