Oggi pomeriggio è venuto a trovarci a scuola Giuseppe Sciarra, regista del corto ”Ikos” sul bullismo e che ha scritto anche un libro sul chiamato ”Rododendro”. Prima di iniziare con le domande Giuseppe ci ha proposto di raccontare una storia di bullismo u o subita o vista e ci ha fatto lui delle domande come ad esempio ”cos’è per voi il bullismo?” oppure ”cosa pensate se una ragazza bullizza un ragazzo?”. Alla fine ci ha fatto fare un esercizio di ascolto dove ci dovevamo mettere uno di fronte l’altro e parlare di un episodio successo di bullismo.
La passione di Giuseppe fin da bambino è il cinema. A 7 anni guardava di nascosto i film horror, quando i genitori dormivano, lui accendeva la tv per vedere i film horror e da li nasce la sua passione per il cinema. Gli abbiamo fatto qualche domande riguardo le tematiche che lui affronta.
Come mai hai scelto di raccontare del bullismo?
<<Ho scelto di raccontare del bullismo perché dai 7 ai 14 anni sono stato bullizzato da un gruppo di ragazzini. Sono stati anni molto difficili e ora parlo ai giovani sperando di poter essere utile con la mia testimonianza>>.
Che cos è per lei il bullismo?
<<Per me il bullismo è una forma di abuso che si fa verso qualcuno che non può difendersi. Possa essere aspetto fisico o caratteriale non fa differenza>>.
Qual è la scena più brutta di bullismo che ha mai visto?
<<Un gruppo di ragazzi prendevano in giro una ragazzina dicendo che era brutta e sputandola in faccia e uno di loro fece dei gesti molto brutti.>>
Come ha fatto a superare la fase del bullismo?
<< Fortunatamente me ne sono andato in un altro posto e seguendo le mie passioni come la scrittura, la musica ed il cinema, perché seguire le proprie passioni fa stare bene.>>
Perchè non ne ha parlato con i suoi genitori?
<<Non ho parlato con loro perchè avevo paura soprattutto della reazione di mio padre , avevo paura che lui mi dicesse che ero io il problema e che me lo dovevo risolvere da solo>>.
Ha un consiglio da darci?
<<Se vi trovaste mai ad una situazione di solitudine e difficoltà, chiedete aiuto, parlatene con genitori, professori o comunque con qualcuno. Si può arrivare a pensare di togliersi la vita quando si è disperati, bisogna intervenire prima>>.
Questo incontro è stato molto bello e interessante, perché abbiamo parlato di bullismo in generale, e abbiamo capito che non si deve bullizzare, soprattutto l’ aspetto fisico perché non siamo tutti uguali e bisogna accettarlo, e se qualcuno ha delle caratteristiche diverse non c’è bisogno di insultarlo perché tutti non siamo perfetti. E se qualcuno ci “bullizza” dobbiamo parlare con gli adulti di ciò che è successo se è grave, invece se non lo è non dobbiamo dare importanza: quello che gli altri reputano “difetti” basta che piacciono a noi.
Giorgia S. , Giorgia L. e Angelica C.
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