Qualche giorno fa siamo andati a vedere un documentario di nome “Civico 120”, che racconta la storia di un palazzo di Foggia che crollò l’11 novembre del 1999. Questo documentario è stato scritto e diretto da Lorenzo Sepalone un giovane regista foggiano. Anche se non ci conosceva era molto aperto con noi e anche simpatico, infatti ci ha concesso l’intervista con molta disponibilità.
Come ti è nata la passione per il tuo lavoro?
<<Quando avevo 12 anni vidi un film di nome Amarcord, del grande Federico Fellini: da quel momento mi nacque la passione per il cinema. Naturalmente per diventare regista devi avere grande determinazione e crederci sempre>>.
Quale è stato il momento più importante della tua carriera?
<<Il momento più importante non saprei dirlo, per me è tutto importante da quando ho iniziato, quindi per me non c’è un vero e proprio momento importante, è tutto uguale. Forse “Ieri e domani” del 2017 mi ha fatto conoscere e “Civico 120” del 2024 è stato speciale>>.
È stato difficile raggiungere la carriera che hai oggi? Sappiamo dei premi che hai ricevuto ultimamente.
<<Come ho già detto prima, quando avevo la vostra età guardando un film, mi innamorai del cinema e dei grandi schermi, decisi di iniziare a lavorarci su; iniziai a lavorare su cortometraggi: quindi per raggiungere quello che si vuole vi dovete impegnare>>.
Che consiglio vuoi dare ai ragazzi che ti seguono e che un giorno vorrebbero avere una carriera come la tua?
<<Di studiare senza timore perché solo studiando si può avere ciò che si vuole>>.
Come è stato intervistare i familiari della tragedia di viale Giotto?
<<Molto difficile perché è stata una grande responsabilità cercare di non far dimenticare questa tragedia della nostra città. Sicuramente doloroso sentire i loro familiari, ma anche emozionante prenderli per mano nel far raccontare quello che è successo>>.
Oltre alla tragedia di viale Giotto hai raccontato e rappresentato altre storie di Foggia? Se si quali?
<<Si, in un altro documentario ‘’Nel cognome che ho scelto”, che parla di un femminicidio, ho raccontato di un ragazzo che ha perso la madre, Alfredo Traiano. Anche lui ci insegna a vedere la luce nel buio>>
Cosa pensi della città di Foggia?
<<Io facendo il mio lavoro non sono sempre a Foggia ma quando scendo da quella stazione anche in situazioni brutte mi passa tutto perché ritorno nella mia città.>>
Che dire, una giornata indimenticabile! E’ molto importante conoscere la storia della propria città e per questo ringraziamo i professori, Lorenzo Sepalone e L’altrocinema Cicolella per averci ospitato.
Matteo e Francesco, 2E
