30 Nov 2025, Dom

L’11 novembre 1999 Foggia si svegliò con una triste notizia: alle 03:12 un palazzo di sei piani, situato in Viale Giotto, civico 120, crollò in pochi secondi lasciando sul suolo solo macerie.               Morirono 67 persone, di cui 6 corpi non furono mai ritrovati. Solo 9 persone furono estratte vive dalle macerie, tra queste un ragazzo di 25 anni, estratto 15 ore dopo, e una bambina che oggi ha 24 anni e vive a Roma.                                                                                                       

Non si trattò solo di un fatto di cronaca ma di una ferita profonda nella storia della nostra città.      Per mantenere vivo il ricordo di quella notte martedì, 4 novembre, abbiamo assistito presso l’Altrocinema Cicolella, alla visione del docufilm “Civico 120”, realizzato dal regista foggiano Lorenzo Sepalone. Il film inizia con una serie di immagini e video reali che raccontano le ore successive all’accaduto, seguiti dalle interviste ai sopravvissuti, ai parenti e amici delle vittime. 

Vedere le macerie, i soccorritori che scavavano senza sosta, la paura negli occhi della gente ha suscitato un’emozione immensa in tutti noi. Infine abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con il regista e con due parenti delle vittime, Pino e Valeria. E’ stato difficile trattenere la commozione, in ogni testimonianza c’era una storia, un ricordo, una vita spezzata che continua a vivere nel cuore di chi resta. 

Dopo l’incontro ci siamo recati sul luogo del crollo, dove oggi sorge una piccola piazza con un monumento commemorativo: un cuore di pietra sul quale sono incisi i nomi di tutte le vittime. Qualcuno potrebbe chiederci: “Perché avete voluto vedere il posto dove sorgeva il civico 120?” 

La risposta è semplice: volevamo vedere e toccare con mano ciò che rimane in ricordo di queste persone. Abbiamo poi realizzato un cartellone da appendere come testimonianza di questa giornata nella nostra scuola con un grande cuore al centro su cui ognuno di noi ha riportato i propri pensieri. Le sensazioni più immediate sono state tristezza e rabbia per la superficialità con cui viene svolto un lavoro che invece dovrebbe garantire sicurezza. Ma da questa esperienza è nata anche una riflessione importante: ricordare gli errori del passato è fondamentale per costruire un futuro più attento, più responsabile e più sicuro per tutti. 

Andrea Marseglia(1L)  Elena Caposeno e Giulia Frascolla (2L) Deborah Di Pietro e Aurora Pepe (3L)