2 Apr 2026, Gio

Oggi sono iniziati i tre giorni dedicati alla legalità e alla giustizia: INSIEME LIBERI .  La mattinata l’abbiamo trascorsa con due volontarie di Libera: Annamaria e Anna. Ci hanno raccontato di cosa si occupa la loro associazione e che il 21 marzo loro organizzano una  manifestazione dove vengono nominati tutti i nomi delle vittime per farli vivere ancora. In seguito siamo stati divisi in gruppi per condividere il significato di un’ oggetto a noi caro e poi per approfondire delle storie di vittime innocenti di mafia.

 

La giornata è stata interamente operativa: non ci siamo limitati ad ascoltare, ma abbiamo lavorato sulla memoria per renderla viva. Abbiamo analizzato i fatti, studiando chi fosse la vittima, il contesto in cui viveva e la dinamica dell’ingiustizia subita, attraverso il sito Vivi Libera. Invece di fare una semplice ricerca, ogni gruppo ha presentato la storia agli altri compagni attraverso un disegno o una rappresentazione dei personaggi.
Un gruppo ha approfondito la storia di Aurelio Luciani concentrandoci sulla tragica vicenda di Aurelio Luciani, marito, papà e agricoltore di San Marco in Lamis ucciso barbaramente nel 2017 insieme al fratello Luigi, solo perché testimone involontario di un agguato.
Per rendere la presentazione più coinvolgente, abbiamo deciso di rappresentare le persone vicine ad Aurelio: ogni componente del gruppo ha interpretato un personaggio specifico della storia.
Io ho rappresentato Marianna, la moglie di Aurelio. Interpretare lei è stato il momento più forte: ho cercato di trasmettere agli altri compagni il suo dolore, la sua forza e il vuoto lasciato da una violenza così assurda.

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Un altro gruppo ha parlato di Angelo Vassallo: un sindaco pescatore che cambiò il modo di investire sugli appalti, sulla pulizia della città  e sull’ inquinamento era molto attento. Altre vittime su cui abbiamo lavorato: Luisa Fantasia, Giancarlo Siani, Hyso Telharaj.
Presentare agli altri gruppi è stato un modo per far capire a tutti che la mafia colpisce persone comuni, oneste, che stavano semplicemente facendo il proprio dovere. Questa è stata un’esperienza che mi ha lasciato molte cose come: il combattere per la giustizia e ricordare di farne memoria. Sempre.

Ida e Giorgia, 2E